Laura RAVAGLIA, Teoria e pratica della traduzione : 
Histoire d’une Marie di André Baillon

Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori, Università degli Studi di Bologna, 1999 (directeur : Anna Soncini) 

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Résumé

EN ITALIEN:
     Ci siamo proposti, con il presente lavoro, di tradurre Histoire d’une Marie, uno dei romanzi più riusciti dello scrittore belga degli anni venti André Baillon.
    
La critica attuale riconosce a questo romanziere il merito di aver messo l’accento sul potere del linguaggio e delle parole e sull’importanza dell’analisi della psiche nel romanzo, sia pure a scapito dell’intrigo.
     Histoire d’une Marie presenta le vicende di Marie, ragazza semplice e ingenua che si fa sedurre, sfruttare e abbandonare da tutti gli uomini che incontra sul suo cammino, e quelle di Henry Boulant, giovane orfano con una vocazione frustrata di scrittore e vittima di attacchi di nevrastenia, le cui vicende somigliano molto a quelle reali dell’autore del romanzo.
     Baillon riesce, con una serie di procedimenti stilistici quali l’uso frequentissimo della forma impersonale on, dell’articolo indeterminativo davanti ai nomi propri e di un generico vous a cui si rivolge in continuazione, a trasformare la storia di Marie in quella universale di tutte le ragazze che come lei si trovano prese in un destino, che pure non hanno scelto consapevolmente, di accettazione continua e rassegnata di tutte le ingiustizie e di tutti i sacrifici.
     Un’analisi delle teorie proposte dall’attuale "traduttologia" ci ha permesso di prendere la nostra posizione personale di traduttrice in questo lavoro, che mira al mantenimento del senso e dell’effetto del testo originale, così come suggerisce A. Hurtado Albir.
     Questo obiettivo non è sempre stato facile da rispettare; le difficoltà principali della nostra traduzione sono risultate dall’esigenza di trasporre uno stile e una struttura molto particolari, a cominciare dai procedimenti stilistici citati.
     La traduzione è stata svolta con l’ausilio "in itinere" di Word Smith Tool, grazie al quale abbiamo potuto usufruire delle concordanze fatte su un corpus parallelo che si formava e aumentava via via nel corso del romanzo, poiché era costituito dai capitoli già tradotti dello stesso romanzo a cui stavamo lavorando allineati al loro testo originale. Quest’esperimento, che veniva fatto per la prima volta alla SSLMIT in una traduzione letteraria, ha dato alcuni risultati positivi e altri negativi, trovando il suo limite principale nella polisemia del linguaggio, caratteristica di un testo letterario.
     Sempre grazie a Word Smith Tool abbiamo svolto, infine, un’analisi quantitativa della traduzione ultimata, come verifica finale.

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